«Famiglia, la mia prigione la mia libertà» è un laboratorio ispirato alle memorie di Frederick Douglass, prima schiavo, poi politico e scrittore americano, che spezzò le sue catene grazie alla conoscenza dell’alfabeto.
Il laboratorio è sintesi di tre dimensioni che vivo ed esploro da sempre, tanto da farne una professione: la Famiglia, la Morte, la Voce.
Il problema è soltanto uno, la Famiglia. È lì, infatti, che si impara a tacere la propria Voce per poi subire quella degli altri. È nel buio delle radici che sono mimetizzati i trabocchetti per le nostre aspirazioni più sincere. È anche vero, però, che non c’è chioma senza fronde, tronco senza radici e frutto senza fiore. Nascoste al suo interno, ci sono anche le risorse per superare sé stessi a vantaggio di tutti.
La Famiglia è tutto ciò da cui partire, il primo argomento da sapere. Lì si scrive la storia, nel sangue e nelle ossa, nel ritmo del respiro. Quindi, come conciliare la tensione tra sé e le istanze del clan? A tal fine propongo tre strumenti spirituali.
