La grande strategia
Quattro principi per guardare più lontano
Ascolta la lettura di Davide
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In un certo senso siamo tutti strateghi. Per natura vogliamo il controllo della nostra vita e soddisfare i nostri bisogni, cercando di ottenere consciamente o inconsciamente quello che vogliamo.
Ciò che distingue i grandi strateghi è la capacità di guardare più in profondità sia dentro se stessi che dentro gli altri; imparano dal passato e hanno un chiaro senso del futuro, fino al punto di predirlo. Gli strateghi vedono di più e la loro visione estesa fa sì che si realizzino piani in periodi di tempo talvolta lunghi, talmente lunghi, che chi li circonda non si rende nemmeno conto che essi hanno in mente un piano; vanno alla radice del problema, non si soffermano sui sintomi, e centrano nettamente il bersaglio.
Qui non si tratta di elaborare strategie che risultano più intelligenti o manipolative, quanto che conducano a un livello più elevato di coscienza, compiendo così un salto di qualità. La grande strategia è l’apice della Ragione
Si basa su 4 principi, ricavati dai maestri di quest’arte che hanno avuto maggior successo.
01
Concentrati sul destino, il tuo obiettivo più grande
Un obiettivo chiaro, preciso e ragionevole, radicato nella realtà. Spesso ci inganniamo credendo di agire in virtù di qualche piano ma ciò che abbiamo sono desideri, non obiettivi. Le nostre emozioni ci infondono un desiderio confuso: vogliamo fama, successo, sicurezza, qualcosa di grande e astratto. Obiettivi chiari, e a lungo termine, danno una direzione a tutte le tue azioni, piccole e grandi, e diventa più semplice prendere decisioni importanti. Se qualche prospettiva scintillante minaccia di distrarti dai tuoi obiettivi saprai resisterle, saprai quando è il caso di sacrificare una pedina, persino abbandonare il campo
I tuoi obiettivi devono radicarsi nella realtà ma essere anche intrisi di una certa dimensione di grandiosità, di entusiasmo, magia, altrimenti diventa difficile restare motivato/a a lungo.
Non avere paura di essere audace e sii sempre consapevole che stai progettando per te stesso/a quello che Nietzsche chiamava il “compito di vita”, la cosa verso cui la tua anima profonda sembra indirizzarti. Assegnarti un compito di vita ti guiderà e ti sarà di ispirazione.
02
Allarga le tue prospettive
La grande strategia è una funzione della visione, ovvero il vedere nel tempo e nello spazio. La lungimiranza è una facoltà prettamente umana perché il nostro istinto animale vive solo e sempre nel presente. È nel presente, però, che avvengono i cambiamenti veri e duraturi, quindi la tua difficoltà come stratega è quella di trovare l’equilibrio tra le tue esperienze soggettive, i desideri biologici che riducono il campo visivo all’immediato, e la mente stessa che cavalca le vaste praterie del futuro. Più ti avvicini ad una visione oggettiva, migliori saranno le tue strategie e le scelte per raggiungere gli obiettivi. Puoi fare un passo in questa direzione cercando sempre di guardare il mondo con gli occhi degli altri, incluso, per la precisione, quelli che reputi i tuoi nemici. Questa è vera politica: capire le persone, vedere attraverso i loro occhi, promuovere e proteggere i tuoi interessi ed essere di beneficio agli altri. Non è mai saggio “vincere” ad ogni costo, creandosi nemici ostinati.
03
Estirpa le radici
In una società dominata dall’apparenza la fonte vera dei problemi è talvolta difficile da scoprire. Per elaborare una GRANDE STRATEGIA devi sapere ciò che ti motiva e che rappresenta la fonte del tuo potere, ma allo stesso tempo anche ciò che ti sabota. Troppe battaglie nel mondo si prolungano perché si è in continuo conflitto interiore e non si ha il coraggio di affrontare il cuore dei problemi.
04
Non prendere per forza la via diretta all’obiettivo
Il più grande pericolo della strategia è perdere l’iniziativa e ritrovarsi costantemente a reagire alle azioni della controparte. La soluzione, naturalmente, è pianificare in anticipo e con acume per prendere una via trasversale, prevedendo più modalità di azione. Il segreto è mantenere il controllo delle tue emozioni guardando la scacchiera nel suo insieme. Presta sempre attenzione al primo passo che stabilisce il ritmo delle azioni successive, proiettandoti in una direzione che farebbe meglio ad essere quella giusta. Non importa quanti progressi abbiamo fatto, restiamo in parte animali ed è l’animale che ci portiamo dentro a sprigionare le tue strategie, a dar loro vita e stimolarti allo scontro. Se non lo guardi e lo escludi, se non lo vuoi riconoscere e ne rifiuti la violenza e il desiderio di combattere, non puoi avere a che fare con i pericoli intrinseci alla vita. I tipi prudenti, come Ulisse per esempio, sono a proprio agio con entrambi gli aspetti della propria natura: pianificano in anticipo come meglio possono, restano lucidi, e quando arriva il momento di avanzare si muovono. Controllare le emozioni significa usarle al meglio, non reprimerle.
Per chiudere, non avere paura del conflitto. Questo non significa provocarlo, ma riconoscerlo parte di un processo che arriva alle estreme conclusioni. Secondo Carl von Clausewitz, la guerra è il proseguimento della politica con altri mezzi. Vuole dire che ogni nazione ha obiettivi di sicurezza, benessere, prosperità che di solito persegue attraverso la politica e la guerra ne rappresenta la conseguenza naturale.
La guerra non è mai solo una questione di vittoria sul campo o la semplice conquista di territorio: si tratta di perseguire una politica che non può realizzarsi in nessun altro modo al di fuori della forza.
Quando un’operazione non va a buon fine in ogni area della vita risali alla politica, al pensiero, alle convinzioni, al credo che l’ha ispirata. È da qui che si vede il vero pacifista, dall’attenzione che mette nell’evitare le cause del conflitto a partire da un sapiente uso del linguaggio, neutralizzato dalla violenza. Questa è vera prevenzione, sia in termini di ordine pubblico che di salute, ovvero l’ordine interiore. C’è una relazione tra linguaggio e violenza, infatti, che scatena reazioni di allarme biologico che possono trasformarsi in malattia. Questo significa che tu stesso/a hai una grande responsabilità nel controllo della parola e della reazione emotiva a qualsiasi cosa negativa ti capiti. Quindi quando qualcosa va storto guardati a fondo, non per colpevolizzarti ma per assicurarti che inizierai la prossima impresa con un passo più deciso e una visione più grande.