Genogramma familiare: cos'è, a cosa serve e come si costruisce
Cos'è un genogramma familiare, a cosa serve, come si costruisce passo dopo passo e cosa distingue la versione clinica da quella simbolica.
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Il genogramma familiare è una mappa grafica che rappresenta i legami, le generazioni e gli eventi principali di una famiglia, usando simboli standard per persone e relazioni. Serve a vedere in un solo schema ciò che a parole resterebbe disperso: nascite, matrimoni, separazioni, lutti, distanze. Esistono due usi diversi: quello clinico, nato in ambito di terapia familiare, e quello simbolico, che legge la mappa come racconto e non come diagnosi.
In questo articolo
Cos'è un genogramma familiare
Un genogramma è, in sostanza, un albero genealogico arricchito. Non si limita a segnare chi è figlio di chi: aggiunge la qualità delle relazioni, gli eventi critici e, a seconda di chi lo costruisce, anche i temi ricorrenti che attraversano le generazioni.
Il termine nasce negli anni Settanta nell'ambito della terapia familiare sistemica, in particolare nel lavoro di Murray Bowen, che lo ha usato come strumento per studiare i pattern relazionali di una famiglia nel tempo, come documentato nella descrizione del genogramma pubblicata dal Bowen Center for the Study of the Family. Da lì si è diffuso anche fuori dal contesto clinico, in percorsi di crescita personale che lo interpretano con un linguaggio diverso, più evocativo che diagnostico.
A cosa serve il genogramma
Il genogramma serve a dare forma visibile a dinamiche che altrimenti restano implicite: ruoli che si ripetono, alleanze, conflitti mai risolti, segreti di famiglia. Vedere la struttura su carta aiuta a riconoscere schemi che, raccontati a voce, sembrano solo coincidenze.
In ambito clinico il genogramma è uno strumento di valutazione usato da terapeuti familiari per orientare il lavoro con una famiglia o una coppia. In un percorso di crescita personale con finalità simbolica, invece, la stessa mappa viene letta non per arrivare a una diagnosi, ma per favorire una presa di coscienza personale su automatismi e legami nascosti.
Come si fa un genogramma: i passaggi base
Un genogramma nasce raccogliendo informazioni su almeno tre generazioni: nonni, genitori, fratelli, figli. Per ciascuna persona si segnano nome, data di nascita e, se rilevanti, eventi come matrimoni, separazioni, malattie o decessi.
Si usano simboli standard: il quadrato per gli uomini, il cerchio per le donne, linee continue per i matrimoni, linee tratteggiate per le relazioni di fatto, linee a zigzag per i conflitti. Le generazioni si dispongono su righe orizzontali, dalla più antica in alto alla più recente in basso.
Una volta tracciata la struttura, si aggiungono le annotazioni qualitative: chi era molto legato a chi, chi è stato escluso, quali eventi hanno segnato la famiglia. È questa parte, più che lo schema in sé, a rendere il genogramma uno strumento di lettura e non solo un albero genealogico.
Genogramma simbolico: cosa lo distingue da quello clinico
Il genogramma simbolico usa la stessa struttura grafica del genogramma clinico, ma la legge con strumenti diversi: non categorie psicologiche, ma linguaggi simbolici come i Tattwas, le Rune e gli arcani del Tarot di Marsiglia, messi a confronto tra loro per leggere i temi che ricorrono nella storia familiare. Non ha una finalità diagnostica o terapeutica: il suo scopo è rituale ed evocativo, un modo per onorare gli antenati e prendere coscienza di schemi ripetitivi.
Nel percorso Genogramma simbolico di Davide Scarenzio, seconda tappa del percorso Famiglia «La mia prigione, la mia libertà», la mappa dei legami familiari viene costruita e poi letta con questo approccio, in un laboratorio di due giornate per un massimo di dieci persone. L'obiettivo dichiarato è fare ordine nelle relazioni per fare ordine dentro di sé, non sostituire un percorso clinico o terapeutico.
Genogramma esempio: come si legge una mappa familiare
Un esempio semplice: tre generazioni di una stessa famiglia mostrano che in ogni ramo c'è stata almeno una separazione prima dei dieci anni di matrimonio. Lo schema da solo non spiega perché, ma rende visibile la ricorrenza, che a parole sarebbe passata inosservata.
Un altro esempio frequente riguarda i segreti familiari: un figlio adottato mai nominato, un fratello emigrato di cui si è persa traccia, un lutto mai elaborato. Nel genogramma questi elementi compaiono come caselle vuote o linee interrotte, e proprio il vuoto diventa il punto da cui partire per fare domande.
Genogramma familiare e crescita personale: il percorso in tre tappe
Chi si avvicina al genogramma per un lavoro su di sé, più che per studio clinico, lo fa spesso all'interno di un percorso più ampio sulla famiglia di origine. Nel metodo di Davide Scarenzio il Genogramma simbolico è la seconda di tre tappe: si parte da Il coraggio di cambiare, un laboratorio che usa la Ruota della Vita e gli arcani maggiori del Tarot di Marsiglia per fare il punto della situazione, si prosegue con il genogramma, e si arriva infine alle Costellazioni familiari simboliche, che mettono in scena le dinamiche emerse con il supporto di rappresentanti o di oggetti simbolici.
Le tre tappe sono progressive ma non obbligatoriamente in sequenza rigida: dipende da cosa serve a chi le affronta. Per questo il percorso, come spiega Davide, prevede prima una chiamata di orientamento gratuita di 20 minuti, utile per capire insieme quale tappa ha senso iniziare.
Quando ha senso rivolgersi a un professionista della salute
Il genogramma simbolico non è una prestazione sanitaria e non sostituisce una valutazione psicologica o psicoterapeutica. Se le tensioni familiari si accompagnano a sofferenza persistente, sintomi clinici o difficoltà nel funzionamento quotidiano, la strada corretta è rivolgersi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta abilitato, che potrà valutare la situazione specifica; uno strumento utile per individuarne uno è il servizio Cerca Psicologo del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi.
Un percorso simbolico e un percorso clinico possono anche convivere, ma rispondono a bisogni diversi: il primo lavora sul piano della consapevolezza personale e del significato attribuito alla propria storia, il secondo su una diagnosi e un trattamento quando necessari. La scelta tra i due, o la scelta di percorrerli insieme, va valutata caso per caso.
Domande frequenti
Le domande che arrivano più spesso
Cosa significa genogramma familiare?
È una mappa grafica che rappresenta almeno tre generazioni di una famiglia, con simboli per le persone e per le relazioni tra loro, usata per vedere in uno schema unico legami, eventi ed eventuali ricorrenze.
Qual è la differenza tra genogramma e albero genealogico?
L'albero genealogico mostra solo i legami di parentela e le date. Il genogramma aggiunge informazioni qualitative sulle relazioni, come conflitti, distanze o eventi critici, e per questo è usato anche come strumento di lettura, non solo di documentazione.
A cosa serve davvero un genogramma?
Serve a rendere visibili schemi relazionali che a parole restano impliciti: ruoli ripetuti, segreti familiari, eventi mai elaborati. L'uso che se ne fa cambia a seconda del contesto: clinico, con finalità diagnostiche, oppure simbolico, con finalità di consapevolezza personale.
Come si costruisce un genogramma da soli?
Si parte raccogliendo i dati di almeno tre generazioni e si usano simboli standard (quadrati per gli uomini, cerchi per le donne, linee diverse per i tipi di relazione). Farlo in autonomia aiuta a organizzare le informazioni, ma la lettura dei temi ricorrenti è spesso più efficace con la guida di chi conosce lo strumento.
Il genogramma simbolico è una terapia?
No. Il genogramma simbolico, così come viene proposto nei percorsi di crescita personale, ha una finalità rituale ed evocativa e non clinica: non sostituisce una psicoterapia né una valutazione sanitaria, che restano di competenza di professionisti abilitati.
